“Un nostalgico supereroe…”

Ogni volta la pittura sembra prendere il sopravvento… l’idea di partenza c’è, ma poi tutto degenera, la mano segue una linea libera da concetti, qualcosa dal di dentro, che io non conosco, viene fuori, in superficie. Quando perdo il controllo sul quadro, quando mi lascio sedurre senza motivi dalle cose dell’arte, da certi colori, che trovo totali, pieni e completi, che mi permettono di esprimere, di dire qualcosa di non banale, ma anche di perdermi, di non sapere più dove sono… Dipingere una figura, per me, è dipingere un idolo, una forma sacrale, un corpo che emana energia, ma anche mistero, come certi corpi dipinti da Francis Bacon, belli quanto sfatti, che odorano di carne e spirito, di vergogna e rabbia. Ma la pittura prende sempre il sopravvento, ed ecco allora che il corpo di un Santo diventa una forma semplice come un solido geometrico, o forse...

“Senza titolo”

Questo lavoro ha una storia curiosa: il dipinto da me iniziato nel 2000, dopo essere stato abbandonato al suo destino di opera “scartata”, è stato da me ripreso in mano e completato nel 2012… L’opera è colma di colori, stratificati fino all’eccesso, di segni e simboli che non hanno un significato ben preciso. Sono come certe opere del pittore “outsider” Adolf Wolfi (1864/1930), colme e straripanti di immagini, frasi, scritte, geometrie, aneddoti, ricordi, collage… L’opera di Wolfi è il punto di partenza di questo mio “senza titolo”: di fronte ad una tela vuota, oppure, come in questo caso, appena abbozzata, come posso risolvere? cosa ci invento? ecco che allora ho deciso di lavorare per “soffocamento”, riempiendo ogni minuto spazio, come fossi stato in preda ad un “horror vacui” (la paura del...

“Ex voto”

“Ex voto” 2011. Grafite e pastello su carta (progetto)

“L’apparire inganna”

“L’apparire inganna”: questa piccola opera è forse la metafora della trascendenza, almeno per la mia ottica delle cose. Un acquerello, dal sapore intimista, dove vi è raffigurata una sorta di strana creatura, che diventa una magica apparizione dal sapore mistico, una creatura mitologica (sembrerebbe un uomo cervo, ma pure una pianta ibridata, un uomo mascherato da stregone oppure un’animale “umanizzato”…), come quelle creature narrate nelle vecchie fole… ma quello che noi vediamo, quello che si manifesta, è reale? oppure è la nostra mente, i nostri occhi interiori che ci fanno vedere, forse, la verità delle cose? Qui sta, secondo me, la mera questione dell’arte, quella della “raffigurazione” o, come diceva Paul Klee di “rendere visibile l’invisibile”. La strana creatura non so se esiste, a me però si è...

“… e una legge che si è trovato, è si lascia!”

“…è una legge che si è trovato, e si lascia!”, una frase che ripeteva spesso, negli ultimi anni, mio nonno, qui raffigurato da me dopo la sua scomparsa. Un omaggio ad un mondo contadino e popolare che fa parte della mia storia, che richiama vagamente quella di un ex-voto. Ed è, questo quadro, un mio personalissimo dono, perchè è stato dipinto come un ex voto, nella scelta del formato, nella resa dei particolari, nella pittura così semplice ma d’effetto, come nella tradizione di certe opere sacre, che un tempo adornavano le pareti di chiese e conventi. Ma l’ex voto emerge sopratutto nel “messaggio”, in questo titolo così esplicito quanto ermetico, come certi detti della cultura contadina, se vogliamo, che sembrano facili ma, nello stesso tempo, sono delle complesse metafore. Perchè la vita è questa, una legge che abbiamo trovato, e che ci tocca...

“Per un nuovo bestiario”

L’artista con le opere del ciclo “Per un nuovo bestiario”, allestite al Laboratorio Delle Arti di Piacenza, per la mostra “In principio era la Bestia, Dicembre 2008/Gennaio 2009. (foto Claudio Parrini)