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	<title>Raffaello Becucci &#187; Testi</title>
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		<title>Non cerco nell&#8217;arte fatue provocazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 16:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ADMIN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non cerco nell&#8217;arte fatue provocazioni, non aspir [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non cerco nell&#8217;arte fatue provocazioni, non aspiro a concetti ed insegnamenti, non voglio dall&#8217;arte la retorica del significato e delle dottrine: la mia attenzione è sempre stata rivolta all&#8217;emozione, esprimere un sentimento che, attraverso l&#8217;opera, si espande, diventa complessa, ma anche semplice, completa&#8230;</p>
<p>L&#8217;emozione e la meraviglia che proviamo, il piacere di immaginare qualcosa, di diventare protagonisti di una storia inventata, di essere dentro il nostro desiderio&#8230;</p>
<p>La parola “emozione” sembra semplice, anche scontata, ma non lo è: perchè dietro al gesto di un&#8217;artista, anche quello più elementare quanto disincantato, esiste la consapevolezza di un individuo, che sa di esprimersi e di mettersi &#8220;a nudo&#8221;, e questo grazie al dialogo costante, continuo con le proprie emozioni.</p>
<p>La libertà di essere quello che uno è, di non celarsi dietro maschere complesse, dietro fumosi dialoghi, dietro a teorie e pre-concetti, ma di accettarsi, perchè soltanto così un&#8217;artista sarà solo e soltanto se stesso, e quindi autore delle proprie creazioni.<br />
R.B. 2013</p>
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		<title>Le mani sono i miei occhi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 16:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ADMIN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le mani sono i miei occhi, osservo guardando dalle mie  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le mani sono i miei occhi, osservo guardando dalle mie mani&#8230;<br />
Con le mani tocco, sento, accarezzo, graffio, è il mio rapporto con le cose del mondo,<br />
e con le mani disegno, dipingo, scrivo, elaboro, costruisco, plasmo&#8230;<br />
ma sono anche le mie stimmate, dalle mani provo il dolore come provo il piacere, la forza più atroce, la più completa vulnerabilità&#8230;<br />
R.B. 2013</p>
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		<title>I quadri ci parlano&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 16:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ADMIN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[I quadri ci parlano&#8230; ci dicono delle cose i dipin [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I quadri ci parlano&#8230;<br />
ci dicono delle cose<br />
i dipinti sono degli specchi dove l&#8217;essere umano vede se stesso e quello che ha dietro di lui, intorno ad esso&#8230;<br />
non possiamo nasconderci dallo specchio, la nostra immagine viene riflessa diventando stranamente pittura, facendosi soltanto pittura.<br />
Anche se io non amo per natura specchiarmi, di fronte ad uno specchio corro, mi agito, mi muovo velocemente, così che la mia immagine diventa sfuocata, indefinita, stilizzata&#8230;<br />
R.B. 2012</p>
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		<title>Non so come mai&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 16:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ADMIN</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so come mai, ma negli ultimi tempi sto pensando spe [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non so come mai, ma negli ultimi tempi sto pensando spesso alla vicenda umana di Vincent Van Gogh (1853/1890), alla sua folle ostinazione verso l&#8217;arte, al grande talento incompreso quanto lirico, ad una vita spesa e vissuta sempre sull&#8217;orlo del baratro&#8230;</p>
<p>Van Gogh, forse il primo vero artista &#8220;moderno&#8221;, nel senso più &#8220;modernista&#8221; del termine, certamente uno dei padri della grande rivoluzione dell&#8217;arte del novecento, che lui per altro non ha toccato, nemmeno sfiorato.</p>
<p>Penso a Van Gogh chiedendomi: &#8220;qual&#8217;è il limite che separa i genio, così riconosciuto e rispettato, celebrato quanto difeso, dalla pazzia, così temuta, scansata!&#8221; Van Gogh per me è l&#8217;esempio più forte (ed atroce) di una vita spesa per l&#8217;arte, e di come l&#8217;arte diventa l&#8217;ossessiva partecipazione alla propria causa. I suoi dipinti, belli quanto ricchi di materia e colori, di pennellate che scavano sulla tela, raccontano i luoghi del suo abbandono, le tappe di una processione esistenziale, della sua passione in senso quasi religioso, forse la ricerca di quel Dio, lui figlio di un pastore protestante&#8230;</p>
<p>Penso a Van Gogh è mi accorgo di come oggi spesso manca, nell&#8217;arte contemporanea, proprio questa &#8220;necessità&#8220;, la voglia di esprimere qualcosa, anche dal basso, dalle zone più remote e segreto, dalla propria sacrosanta follia, insomma la mancanza di coraggio, quello di essere se stessi e di raccontarsi, senza false ipocrisie, senza costruirsi fastosi castelli, senza mentire&#8230;</p>
<p>Van Gogh, così estremo, ma anche così vero, così come Modigliani, Soutine, Pollock, per non parlare di Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi, autori che da anni studio con attenzione, nella loro tribolata esistenza spesa fino in fondo per seguire la propria causa, o più semplicemente nel dare alito alla necessità di un talento più forte di tutto, e di tutti&#8230;</p>
<p>occorre essere tutti un pò Van Gogh</p>
<p>R.B. 2013</p>
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